Il creatore di Periscope: “Con lo streaming possiamo cambiare la tv”

Il creatore di Periscope: “Con lo streaming possiamo cambiare la tv”

Periscope: Lo streaming video sta mangiando la fetta più grande del traffico Internet globale e a far crescere l’appetito ci pensano i servizi di live video, tra cui Periscope. Combattuta tra utilizzo pubblico e privato, diritti d’autore e diritto di cronaca, la startup acquistata da Twitter nella primavera del 2015 si pone ora nuovi obiettivi: Periscope è uno strumento per il teletrasporto, un mezzo per vedere in tempo reale attraverso gli occhi di un’altra persona, che sia sdraiata sulla spiaggia o immersa in una manifestazione di piazza”, ci racconta il CEO e co-fondatore Kayvon Beykpour. Per capire come si passa da qui a rivoluzionare il modo di guardare la tv, però, bisogna prima capire cos’è davvero Periscope.

Posizionandosi a metà tra un social media e un servizio di streaming, la varietà di utilizzo di Periscope è amplissima, e la linea che separa la trasmissione degli eventi da quella di sé stessi è molto sottile. Vale su YouTube con gli youtuber, vale anche con le dirette Facebook — che secondo Beykpour sono state sviluppate ispirandosi proprio a Periscope — e inizia a valere anche per la stessa Periscope, su cui l’utilizzo della camera anteriore è in crescita costante.

A partire da Rosario Fiorello e dai dietro le quinte dei programmi svelati attraverso le chiacchierate tra amici al tavolino di un bar. “Certo, lui era già famoso. Ci sono star che usano Periscope e persone che diventano star grazie a Periscope. Conoscete Lidia Schillaci? Lei è una musicista italiana in diretta quotidianamente dalla sua camera: ora è molto conosciuta.

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